Pensione e previdenza

Quando andrò in pensione e quanto prenderò?

Ultimo aggiornamento: agosto 2026

L’importo della pensione, invece, dipende da quanti contributi hai versato, per quanti anni hai lavorato, dal reddito dichiarato nel tempo e dall’età in cui andrai effettivamente in pensione.

Il problema è che molte persone scoprono troppo tardi due cose fondamentali: andranno in pensione più tardi di quanto pensavano e riceveranno una pensione più bassa rispetto all’ultimo reddito da lavoro.

Per questo conoscere quando andrai in pensione e quanto prenderai è il primo passo per pianificare come integrare la pensione pubblica, proteggere il tuo tenore di vita e, in alcuni casi, anticipare l’uscita dal lavoro.

1. Quando posso andare in pensione in Italia?

In Italia puoi andare in pensione quando maturi i requisiti previsti dalla tua situazione contributiva: età, anni di contributi, gestione previdenziale e tipologia di pensione.

La forma ordinaria è la pensione di vecchiaia. Nel 2026 richiede 67 anni di età e almeno 20 anni di contributi. Dal 2027 il requisito anagrafico salirà gradualmente: 67 anni e 1 mese nel 2027 e 67 anni e 3 mesi nel 2028.

Esiste poi la pensione anticipata ordinaria, che non dipende dall’età ma dagli anni di contributi. Fino al 2026 richiede 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Anche questi requisiti aumenteranno gradualmente dal 2027.

Ci sono poi forme particolari di uscita anticipata e misure riservate a determinate categorie, ma dipendono da requisiti specifici e possono cambiare nel tempo.

Il punto importante è che non esiste una sola risposta valida per tutti. Due persone della stessa età possono andare in pensione in momenti diversi se hanno storie contributive diverse, redditi diversi, gestioni previdenziali diverse o periodi non coperti da contribuzione.

2. Perché l’età pensionabile continuerà ad aumentare

In Italia l’età pensionabile continua e continuerà ad aumentare perché il sistema pensionistico pubblico è sempre più difficile da sostenere.

Il sistema pensionistico italiano è a ripartizione: i lavoratori di oggi, attraverso i contributi previdenziali, pagano le pensioni dei pensionati di oggi.

Il problema è che ci sono sempre più pensionati e sempre meno lavoratori. L’aspettativa di vita aumenta, quindi le pensioni vengono pagate per più anni, mentre le nascite diminuiscono e ci saranno meno lavoratori attivi a sostenere il sistema.

Già oggi i contributi previdenziali non sono sufficienti a coprire tutta la spesa pensionistica. Per tenere in piedi il sistema, lo Stato deve integrare usando risorse che arrivano anche da altre entrate fiscali. Questo rende il sistema previdenziale già fragile oggi e ancora più problematico in futuro.

Spostare in avanti i requisiti pensionistici, aumentando l’età o gli anni di contributi necessari, allevia temporaneamente il problema perché riduce gli anni di pensione da pagare e aumenta gli anni di contribuzione. Tuttavia, non risolve la causa di fondo: il rapporto sempre più sfavorevole tra lavoratori e pensionati.

Per questo, soprattutto se oggi hai 30, 40 o 50 anni, non basta guardare i requisiti pensionistici attuali. Bisogna ragionare in prospettiva e chiedersi: quando potrò realisticamente andare in pensione e con quale importo?

Purtroppo, la risposta è che probabilmente andrai in pensione dopo i 70 anni e con meno di quello che ti servirebbe per avere un buon tenore di vita.

Rimandare la pianificazione previdenziale è uno degli errori più costosi che potresti fare, perché più aspetti e meno tempo hai per integrare la pensione pubblica o costruire un capitale personale sufficiente ad anticiparla.

Proprio per questo è fondamentale calcolare quanto prenderai di pensione, quanto ti mancherà rispetto al tenore di vita desiderato e cominciare il prima possibile a costruire una rendita integrativa.

3. Quanto prenderò di pensione?

L’importo della pensione dipende principalmente da quanti contributi hai versato, per quanti anni hai lavorato, dal tuo reddito dichiarato nel tempo, dall’età in cui andrai in pensione e dal sistema di calcolo applicato alla tua posizione previdenziale.

Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, la pensione viene calcolata interamente con il sistema contributivo.

In pratica, durante la vita lavorativa versi contributi che vengono accumulati in un montante contributivo. Al momento della pensione, questo montante viene trasformato in pensione annua attraverso coefficienti legati all’età di pensionamento.

In modo semplice: più contributi versi, più anni lavori e più tardi vai in pensione, maggiore sarà l’importo della pensione futura.

Per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996, possono esserci quote calcolate con sistemi diversi, come retributivo o misto, a seconda della storia contributiva personale.

Anche qui, quindi, non esiste una risposta standard. L’importo della pensione va calcolato sulla base della tua situazione specifica.

4. La pensione pubblica sarà insufficiente

Il punto centrale non è solo sapere quanto prenderai di pensione, ma capire se quella pensione sarà sufficiente per mantenere il tuo tenore di vita oppure no.

Nella maggior parte dei casi, la pensione pubblica sarà inferiore all’ultimo reddito da lavoro. Questo significa che, una volta smesso di lavorare, potresti avere entrate significativamente più basse rispetto a quelle a cui eri abituato.

Il problema è ancora più rilevante per chi ha carriere discontinue, periodi senza contributi, redditi variabili, lavoro autonomo, cambi frequenti di attività o contributi versati per pochi anni.

Se non pianifichi per tempo, rischi di arrivare alla pensione con un assegno insufficiente e senza un capitale personale capace di integrare la rendita pubblica.

Per questo la pensione non va vista come un tema da affrontare “quando sarò vecchio”. Va pianificata prima possibile, perché il tempo è uno dei fattori più importanti per costruire capitale.

5. Come stimare quando andrai in pensione

Per sapere indicativamente quando potrai andare in pensione, il primo passo è verificare la tua posizione contributiva.

Puoi farlo tramite il servizio INPS “La mia pensione futura”, che stima la pensione sulla base dei contributi già versati, dell’età, della storia lavorativa e delle ipotesi di reddito futuro.

Puoi anche usare Pensami, il simulatore INPS degli scenari pensionistici, utile per avere una prima indicazione sulle possibili vie di accesso alla pensione.

Questi strumenti sono utili, tuttavia, sono strumenti indicativi e usarli da soli la prima volta può risultare poco intuitivo. Per prendere decisioni importanti, soprattutto se vuoi integrare o anticipare la pensione, serve un’analisi più completa e farsi affiancare da un esperto previdenziale che utilizza questi strumenti tutti i giorni.

6. Il divario previdenziale: la differenza tra pensione e tenore di vita desiderato

Il divario (o gap) previdenziale è la differenza tra ciò che ti servirà per vivere bene in pensione e ciò che riceverai dalla pensione pubblica.

Se oggi guadagni €3.000 al mese e in futuro riceverai €1.800 di pensione, avrai un divario di €1.200 al mese rispetto al tuo reddito attuale.

Questo non significa necessariamente che ti serviranno gli stessi €3.000 anche in pensione. Alcune spese potrebbero diminuire, altre potrebbero aumentare. Potresti non avere più un mutuo, ma potresti avere più spese sanitarie, più tempo libero, più viaggi o il desiderio di aiutare figli e familiari.

Per questo il divario previdenziale va calcolato in modo realistico.

Una volta stimato il divario, puoi capire quanto capitale dovrai accumulare e quanto dovrai risparmiare ogni mese per integrare la pensione.

7. Perché iniziare presto cambia tutto

Prima inizi a pianificare la pensione, meno sforzo economico dovrai sostenere ogni mese.

Il motivo è l’interesse composto: se inizi presto, i tuoi risparmi hanno più tempo per crescere, generare rendimenti e accumulare valore.

Chi inizia a 30 anni può costruire capitale con versamenti periodici relativamente sostenibili. Chi aspetta i 55 o 60 anni dovrà accumulare molto di più in meno tempo, con meno possibilità di recuperare eventuali ritardi.

Rimandare la pianificazione previdenziale significa spesso aumentare il capitale necessario, ridurre la flessibilità e rendere più sfidante integrare o anticipare la pensione.

Al contrario, conoscere per tempo quando andrai in pensione e quanto prenderai ti permette di costruire una strategia più tranquilla, graduale ed efficace.

9. Cosa fare dopo aver stimato pensione e data di uscita

Una volta stimato quando andrai in pensione e quanto prenderai, il passo successivo è costruire una strategia.

Dovrai capire quanto capitale accumulare, quanto risparmiare ogni mese, quali strumenti usare e come combinare pensione pubblica, fondo pensione, ETF, obbligazioni e altri investimenti.

Il fondo pensione può essere utile per sfruttare vantaggi fiscali e costruire una rendita integrativa. Gli ETF e i portafogli diversificati possono aiutarti a costruire capitale con maggiore flessibilità. Il TFR può essere destinato al fondo pensione per ottimizzare la situazione previdenziale, soprattutto se hai un orizzonte lungo.

Bisogna costruire una strategia coerente con età, reddito, situazione fiscale, obiettivi, orizzonte temporale e capitale disponibile.

Conclusione

Sapere quando andrai in pensione e quanto prenderai è il primo passo per costruire una strategia previdenziale seria.

La data di pensionamento dipende da età, anni di contributi, gestione previdenziale e tipologia di pensione.

L’importo della pensione dipende da contributi versati, reddito dichiarato, anni di lavoro, età di uscita e sistema di calcolo.

Il problema è che la pensione pubblica sarà spesso insufficiente a mantenere il tenore di vita desiderato, e i requisiti pensionistici tenderanno ad aumentare gradualmente nel tempo.

Per questo è fondamentale calcolare prima possibile il divario previdenziale e costruire un piano per integrare o addirittura anticipare la pensione.

Per fare questi calcoli affiancato da un consulente previdenziale, piuttosto che perdere tempo cercando di capire come fare tutto in autonomia, richiedi una consulenza con un esperto del team di Investitore Efficace.

La consulenza previdenziale è gratuita e, dopo aver capito quando e con quanto potrai andare in pensione, possiamo spiegarti come integrarla e anticiparla.

I contenuti di questo articolo hanno finalità divulgative e non costituiscono consulenza finanziaria personalizzata. Le decisioni di investimento richiedono un'analisi della tua situazione individuale. Investitore Efficace è un percorso di educazione finanziaria affiancato da consulenti indipendenti iscritti all'Albo OCF.