Per integrare la pensione bisogna costruire un capitale nel tempo che possa generare una rendita aggiuntiva quando smetterai di lavorare.
Integrare la pensione significa costruire una strategia previdenziale e patrimoniale coerente con età, reddito, situazione fiscale, obiettivi, orizzonte temporale e capitale già disponibile.
Gli strumenti principali da valutare sono due: fondo pensione ed ETF. Il fondo pensione offre vantaggi fiscali e una funzione previdenziale specifica. Gli ETF, invece, permettono di costruire un portafoglio di investimento più flessibile, efficiente e utilizzabile anche prima dell’età pensionabile.
1. Perché è necessario integrare la pensione pubblica
La pensione pubblica sarà insufficiente a mantenere il tenore di vita desiderato nella maggior parte dei casi.
Questo succede perché il sistema pensionistico pubblico italiano è sempre più sotto pressione: ci sono sempre più pensionati, sempre meno lavoratori, l’aspettativa di vita aumenta e le nascite diminuiscono. Di conseguenza, in futuro ci saranno meno lavoratori attivi a sostenere le pensioni.
Per questo, soprattutto se oggi hai 30, 40 o 50 anni, non puoi basarti solo sull’idea che “in qualche modo la pensione arriverà”.
Probabilmente arriverà più tardi di quanto immagini e con un importo inferiore rispetto a quello che ti servirà per vivere bene.
Integrare la pensione significa quindi costruire un capitale personale che possa affiancare la pensione pubblica e compensare il divario tra ciò che riceverai dall’INPS e ciò che ti servirà davvero.
2. Quanto capitale serve per integrare la pensione
Prima di scegliere gli strumenti, devi capire qual è il tuo divario (o gap) previdenziale.
Il divario previdenziale è la differenza tra la pensione pubblica che riceverai e il reddito mensile che vorrai avere in pensione.
Ad esempio, se in futuro riceverai €1.800 al mese di pensione pubblica, ma per mantenere il tuo tenore di vita te ne serviranno €3.000, avrai un divario di €1.200 al mese.
Quel divario dovrà essere coperto da altre fonti: fondo pensione, investimenti, rendite finanziarie, patrimonio accumulato o altre entrate.
Una volta stimato quanto ti mancherà ogni mese, puoi calcolare quanto capitale dovrai accumulare e quanto dovrai risparmiare periodicamente per arrivarci.
Questo passaggio è fondamentale: senza calcoli, si rischia di accumulare troppo poco, troppo tardi o negli strumenti sbagliati.
3. Il fondo pensione: a cosa serve
Il primo strumento da valutare per integrare la pensione è il fondo pensione, soprattutto per lavoratori dipendenti con redditi tassati in Italia.
Il fondo pensione è uno strumento pensato proprio per costruire una pensione integrativa. Ti permette di versare contributi nel tempo, ricevere contributi anche dal datore di lavoro, investirli in un comparto coerente con il tuo orizzonte temporale e ricevere una prestazione al momento della pensione.
Il vantaggio principale è fiscale: i contributi versati nel fondo pensione sono deducibili dal reddito entro il limite annuo previsto dalla normativa. Puoi ridurre l’imponibile fiscale fino a €5.300/anno nel 2026 e ottenere un rimborso IRPEF fino a €2.279 ogni anno.
Inoltre, al momento della pensione, le prestazioni del fondo pensione hanno una tassazione agevolata (dal 9% al 15% rispetto al 23%-43%).
4. Perché iniziare presto con il fondo pensione
Il fondo pensione funziona meglio quando hai molti anni davanti.
Se inizi presto, puoi beneficiare di tre elementi importanti: più anni di versamenti, più tempo per far crescere il capitale e più possibilità di scegliere comparti orientati alla crescita.
Chi ha 30 o 40 anni può permettersi di scegliere un comparto con più azionario destinato a crescere di più nel tempo. Chi invece è vicino alla pensione dovrà fare scelte più prudenti.
Iniziare presto permette anche di sfruttare per più anni la deducibilità fiscale e, per i lavoratori dipendenti, il versamento del TFR più l’eventuale contributo del datore di lavoro previsto da alcuni contratti collettivi.
Rimandare, invece, significa perdere anni preziosi, ridurre l’effetto dell’interesse composto e dover fare uno sforzo economico maggiore più avanti.
5. I limiti del fondo pensione
Il fondo pensione è uno strumento molto utile, ma non è perfetto.
Il principale limite è la poca flessibilità. Essendo uno strumento previdenziale, il capitale è pensato per essere usato al momento della pensione. Esistono possibilità di anticipazione e riscatto in alcuni casi specifici, ma non ha la stessa libertà di utilizzo di un normale portafoglio di investimenti.
Questo significa che non conviene mettere tutto il proprio capitale nel fondo pensione senza una pianificazione.
Un altro limite è che bisogna scegliere bene il fondo, il comparto e i costi. Non tutti i fondi pensione sono uguali. Alcuni sono più efficienti, altri meno. Alcuni comparti sono più coerenti con orizzonti lunghi, altri con orizzonti brevi.
Per questo il fondo pensione va inserito in una strategia più ampia, non scelto solo perché ha vantaggi fiscali.
6. ETF e investimenti di lungo periodo
Oltre al fondo pensione, spesso è utile costruire anche un portafoglio di investimenti di lungo periodo.
Gli ETF sono strumenti efficienti, diversificati e a basso costo che permettono di investire su indici azionari o obbligazionari. Possono essere usati per accumulare capitale in modo più flessibile rispetto al fondo pensione, perché si può disinvestire in qualsiasi momento, anche prima della pensione.
Un portafoglio in ETF, infatti, non è vincolato alla pensione, a differenza del fondo pensione. Può essere usato anche prima, ad esempio per anticipare l’uscita dal lavoro, gestire obiettivi intermedi, creare una rendita temporanea o mantenere maggiore libertà patrimoniale.
Per integrare la pensione, gli ETF possono essere molto utili perché permettono di investire nel lungo periodo in modo efficiente, riducendo i costi, aumentando la diversificazione e ottenendo ottimi rendimenti.
Naturalmente, non basta comprare ETF a caso. Serve una corretta asset allocation tra azionario, obbligazionario, liquidità ed eventuali altri strumenti, in base alla tua situazione e ai tuoi obiettivi.
7. Fondo pensione o ETF: quale scegliere?
Il fondo pensione è spesso molto interessante per la parte previdenziale, soprattutto grazie ai vantaggi fiscali, alla deducibilità e alla tassazione agevolata.
Gli ETF sono invece più flessibili, più liquidi e più adatti a costruire un capitale utilizzabile anche prima dell’età pensionabile.
Nella maggior parte dei casi, fondo pensione ed ETF non sono alternative, ma strumenti complementari.
Il fondo pensione può servire per costruire una pensione integrativa fiscalmente efficiente. Gli ETF possono servire per costruire capitale libero, flessibile e utilizzabile anche per anticipare la pensione o integrare il reddito prima dell’accesso alla previdenza pubblica.
In ogni caso, è importante fare calcoli specifici sulla propria situazione e pianificare quanto dedicare ad ogni strumento per soddisfare i propri obiettivi.
8. Quanto risparmiare ogni mese per integrare la pensione
Quanto devi risparmiare ogni mese dipende da tre elementi: quanto prenderai di pensione pubblica, quanto ti servirà per vivere bene e quanti anni hai davanti.
Prima inizi, meno dovrai versare ogni mese.
Il motivo è l’interesse composto: più tempo dai al capitale per crescere, minore sarà lo sforzo mensile necessario per raggiungere lo stesso risultato.
Una persona che inizia a 30 anni può costruire una pensione integrativa con versamenti più sostenibili. Chi inizia a 60 anni dovrà invece accumulare molto di più in meno tempo, con meno margine di errore.
Per questo il momento migliore per iniziare a integrare la pensione era ieri. Il secondo momento migliore è oggi.
9. Come costruire una strategia previdenziale completa
Integrare la pensione richiede una strategia completa.
Il primo passo è calcolare quando andrai in pensione e quanto prenderai. Il secondo è calcolare il divario previdenziale. Il terzo è definire quanto capitale dovrai accumulare e con quali strumenti.
Da qui si può costruire una strategia che combini fondo pensione, eventuale TFR, ETF, obbligazioni, liquidità e altri strumenti coerenti con la tua situazione.
Senza una pianificazione completa si rischia di fare scelte scollegate tra loro: aprire un fondo pensione inefficiente a caso, investire in ETF senza obiettivi chiari e poi dover disinvestire oppure lasciare troppa liquidità ferma che viene bruciata dall’inflazione.
La pianificazione serve proprio a evitare questi errori.
Conclusione
La pensione pubblica sarà spesso inferiore all’ultimo reddito da lavoro. Per questo, se non pianifichi per tempo, rischi di arrivare alla pensione con entrate insufficienti per mantenere il tuo tenore di vita.
Per integrare la pensione pubblica bisogna costruire un capitale nel tempo che possa generare una rendita aggiuntiva quando smetterai di lavorare.
Il fondo pensione è il primo strumento da valutare, soprattutto per dipendenti che hanno redditi tassati in Italia, perché permette di accumulare capitale, beneficiare della deducibilità fiscale e ottenere una tassazione agevolata.
Gli ETF e i portafogli diversificati permettono invece di costruire capitale con maggiore flessibilità, utilizzabile anche prima dell’età pensionabile.
La strategia migliore è spesso una combinazione tra fondo pensione e portafogli contenenti ETF tenendo conto di età, reddito, situazione fiscale, obiettivi, orizzonte temporale e capitale disponibile.
Per calcolare come integrare la pensione nella tua situazione specifica, richiedi una consulenza con un esperto del team di Investitore Efficace. La consulenza previdenziale iniziale è gratuita.
Capiremo insieme quando e con quanto potrai andare in pensione e, successivamente, ti spiegheremo come integrarla o addirittura anticiparla.
