La risposta dipende soprattutto da una cosa: hai già un capitale disponibile da investire oppure devi ancora costruirlo mese dopo mese?
Per chi ha già un capitale iniziale e un orizzonte temporale lungo, nella maggior parte dei casi è meglio investire tutto subito, cioè fare un PIC: Piano di Investimento del Capitale. Questo perché il capitale resta investito più a lungo e può beneficiare prima della crescita dei mercati e dell’interesse composto.
Se invece non hai ancora un capitale importante, ma riesci a risparmiare ogni mese, il PAC, cioè Piano di Accumulo del Capitale, resta un’ottima soluzione per costruire patrimonio nel tempo con metodo e costanza.
Se hai sia capitale iniziale che risparmi da accumulare, allora puoi mettere in atto entrambe le strategie parallelamente.
Non esiste quindi una strategia migliore in assoluto. Esiste la strategia più adatta alla tua situazione, ai tuoi obiettivi e al tuo orizzonte temporale.
1. Cos'è il PAC e come funziona
Il PAC, acronimo di Piano di Accumulo del Capitale, è una strategia che consiste nell’investire una somma fissa a intervalli regolari, ad esempio ogni mese, trimestre o semestre, su uno o più strumenti finanziari, a prescindere dall’andamento dei mercati.
Ad esempio, puoi decidere di investire €200 al mese in un ETF diversificato. Ogni mese versi la stessa cifra e acquisti quote degli strumenti scelti.
Quando i mercati scendono, con gli stessi €200 compri più quote. Quando i mercati salgono, con gli stessi €200 compri meno quote.
Il PAC è particolarmente utile per chi non ha già grandi capitali da investire, ma ha una capacità di risparmio periodica.
È il caso, ad esempio, di una persona che lavora, guadagna ogni mese, spende meno di quanto incassa e decide di investire regolarmente una parte del proprio reddito.
In questo caso, il PAC è la scelta naturale: non devi decidere se investire tutto subito o poco alla volta, perché il capitale non ce l’hai ancora. Lo stai costruendo mese dopo mese.
Il primo vantaggio del PAC è quindi l’accessibilità: puoi iniziare anche con piccoli importi, il che lo rende adatto a chi parte da zero e investe gradualmente una parte dello stipendio.
Il secondo vantaggio è la disciplina. Impostare un investimento periodico automatico elimina la tentazione di chiedersi ogni mese se sia il momento giusto per entrare sul mercato. Cercare di prevedere il momento perfetto è molto difficile, e nessuno riesce a farlo con costanza.
Il terzo vantaggio è la gestione delle emozioni. Nelle fasi di mercato negative, invece di vivere i ribassi solo con ansia, continui a investire lo stesso importo e compri più quote a prezzi più bassi. Questo aiuta a restare investiti con maggiore serenità, che nel lungo periodo è uno dei fattori più importanti per ottenere buoni risultati.
Il PAC serve quindi a trasformare il risparmio periodico in patrimonio investito. È una strategia molto utile per costruire capitale nel tempo, integrare la pensione, finanziare obiettivi futuri o creare una base patrimoniale più solida per sé e per la propria famiglia.
3. Cos'è il PIC e quando conviene
Il PIC, acronimo di Piano di Investimento del Capitale, consiste invece nell’investire subito in un’unica soluzione un capitale già disponibile.
Ad esempio, se hai €100.000 sul conto corrente e decidi di investirli tutti oggi in un portafoglio coerente con i tuoi obiettivi, stai facendo un PIC.
Il PIC è quindi la strategia più naturale per chi ha già un capitale iniziale più o meno grande, magari derivante da risparmi accumulati, vendita di un immobile, eredità, liquidazione, dividendi, bonus o altri eventi patrimoniali.
Se l’orizzonte temporale è lungo e la pianificazione è corretta, investire tutto subito è spesso statisticamente più efficiente rispetto a entrare gradualmente.
Il motivo è semplice: il mercato tende a crescere nel lungo termine. Di conseguenza, più tempo il capitale rimane investito, più possibilità ha di beneficiare della crescita dei mercati e dell’interesse composto.
Investire poco alla volta può sembrare emotivamente più rassicurante, perché riduce la paura di entrare nel momento sbagliato. Tuttavia, dal punto di vista statistico, rimandare l’ingresso di una parte del capitale significa anche lasciarla ferma più a lungo e ridurre il tempo in cui può generare rendimento.
Nel Manuale dell’Investitore Efficace viene citata la ricerca Morningstar del 2019 “Dollar-cost averaging: truth or fiction” di Maciej Kowara e Paul Kaplan. Lo studio confronta PIC e PAC sul mercato azionario large-cap americano dal 1926 al 2019 e mostra che, su orizzonti di 10 anni, il PIC ha sovraperformato il PAC in oltre il 90% dei decenni.
Dunque, storicamente, quando si aveva già un capitale da investire, entrare subito sul mercato è stato più efficiente nella maggior parte dei casi.
4. PAC o PIC: come scegliere
Gli studi internazionali sul confronto tra le due strategie indicano che investire l'intero capitale subito ha battuto l'ingresso graduale su orizzonti di lungo periodo. Il motivo è il maggiore tempo di permanenza sul mercato.
Il quadro però cambia in base alla situazione personale:
1. Se non hai un capitale iniziale, ma puoi accumulare risparmio mese dopo mese, il PAC è la scelta naturale.
2. Se hai già un capitale iniziale, la scelta statisticamente più efficace è investire il capitale tutto subito.
3. Se hai sia capitale iniziale, sia risparmi ricorrenti, puoi mettere in atto entrambe le strategie parallelamente.
Il punto non è scegliere PAC o PIC in modo ideologico. Il punto è capire quale strategia risponde meglio alla tua situazione concreta e ai tuoi obiettivi.
Capire quale strategia adottare e con quali strumenti non è scontato. Formarsi su questi temi aiuta a prendere decisioni con sicurezza e senza paura in base a dati, obiettivi e orizzonte temporale. Per formarti su tutto questo e ricevere affiancamento da un consulente, valuta i servizi di formazione e consulenza offerti da Investitore Efficace.
